Sex design

in Speciali da Roberto Marone gio 19/07/07

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Può sembrare un post stupido (e anche se lo fosse: menomale) ma in realtà non vuole esserlo. Mi spiego. Un giorno Alberto Garutti mi ha detto "i designer hanno il brutto vizio di voler disegnare tutto, qualsiasi cosa, anche quando non ce n'è bisogno". In effetti è vero: tante cose che ci circondano sono belle anche, o forse solo, per la loro ingenuità, per la loro naturalezza, in cui sta la loro autenticità. La sapienza del progettista, o spesso la vanità, veste le cose di una 

certa artificiosità che poi le rende, come dire, false. Una sedia, sedia, con le sue viti, con i suoi giunti strutturali, le sue quattro gambe a reggere l'inarcamento della seduta, dichiara una semplicità la cui naturalezza è introvabile nel perfetto esercizio progettuale di qualunque designer.
E siccome oramai il design ha "infighettito" quasi tutto il mondo (esistono progetti per cappelli di muratori fichi),la bulimia progettuale, non trovando più niente da disegnare, è finita, per disperazione, a disegnare vibratori.
Prima erano oggetti che sostanzialmente seguivano criteri funzionali (doveva fare quel servizio lì, in quel modo lì), con variabili squisitamente tecniche (grandezza, materiali, telecomando, batterie), e nei rari tentativi di guizzi estetici era tutto un susseguirsi di orrende pacchianerie degne della più grande tradizione ingegneristica. Il tutto era reperibile in sexyshop infrequentabili dentro packaging dalla grafica eccessivamente descrittiva (agghiacciante). Comprarli non era, esattamente, una cosa che potesse venire in mente a una donna media (mia madre per dire). Devono aver pensato che il mercato c'era, era "maturo"(come dicono loro) e che era tutta una questione di marketing per fargielo capire. E così hanno chiamato i designer, i grafici, hanno pagato qualche donna famosa per fargli dire che loro li usano e ora, nel giro di pochi anni, sono usciti dai sotterranei dei pervertiti per finire sotto la luce sempre bianca di profumerie e negozi di moda. C'è quello che va a ritmo di Ipod (per giovani romantiche), quello a forma di rossetto (per portarlo sempre con se senza fare figuracce), quello a forma di papera (instancabili lolite), quello formalista/fashion , quello minimale (sempre eleganti, non si sa mai), quello multifunzione (pennello che vibra!) quello gioiello, quello ludico (orsetti, delfini ecc) e chi più ne ha più ne metta. Valore aggiunto, lo chiamano. E aggiungiamolo.
Personalmente stupisce che siamo così stupidi che abbiamo bisogno di essere "belli" pure quando ci masturbiamo, e improfumare e truccare anche i gesti più naturali: rendere finta una sedia passi, ma c'è proprio bisogno di disegnare un pene? Non è già perfetto così com'è? Anche il pene deve essere fashion?
Di apprezzabile c'è, forse, che questa enorme operazione di marketing produca effettivamente l'ultimo sdoganamento possibile. Se anche fosse solo, come è, un fenomeno di costume, fa piacere pensare che questo produca un'ennesima liberazione della sessualità femminile. Non sarà la minigonna, ma quasi.
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Commenti (1)add comment

vincenzo notaro said:

sia fatta la volont di DILDO
Bene, anzitutto complimenti per l'articolo.
non credo che la minigonna abbia liberato la sessualità femminile... le vicende dell'imposizione sul mercato del "gadget sessuale" comprendono dalla minigonna al dildo. E si sa gli imprenditori non fanno questioni di "maturità" del pubblico: l'oggetto va imposto, la maturità va imposta, segue dinamiche precise, e il particolare che sia un gadget "sessuale" non è rilevante. Sono soldi. Oggi la modalità del mercato (la SOLA modalitàsmilies/wink.gif è il design.
Qui conta il design, come sia divenuto una scienza globale, fluida, forse la sola capace di abbracciare tutte le altre scienze..
Se si capisse questo, se si capisse che guardare un oggetto di design può (e dovrebbe) anche implicare un'analisi, allora sì che si tratterebbe di una "rivoluzione" (vuoi sessuale, vuoi economica, vuoi creativa). Ma questo non succederà finché i media (incluso questo che sto usando ora) baderanno al lato spettacolare del design, fino ad allora tante altre donne reciteranno dall'altare del conformismo "Dildo nella mia mente, Dildo sulle mie labbra, Dildo nel mio cu...ore". Siamo alle soglie dell'inebetimento del desiderio sessuale. Svegliamoci.

in vi.no vanitas
dicembre 08, 2007 | url

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