Tavoli luminosi
in Patapost da Ignazio Lucenti ven 20/07/07
Chi l'avrebbe detto che il tavolo luminoso, quell'oggetto professionale che per anni ha popolato studi di disegnatori, architetti, fotografi, scuole e tipografie diventasse un oggetto chic per bar e locali o anche solo per arredare la propria casa. Si tratta di un vero e proprio slittamento semantico collettivo,
non più operato da un artista geniale ma da un'intera comunità di progettisti e di relativi acquirenti. Ora che l'utilizzo del pc e del copia-incolla ha reso inutile o quanto meno ha di molto ridimensionato l'importanza di questo strumento di lavoro, esso è riuscito in poco tempo a inventarsi un nuovo ruolo: d'altronde siamo nell'epoca della flessibilità. Ed ecco allora che i designer fanno a gara per progettare il tavolo luminoso più cool, basta piazzarci una lampada dentro e tutto diventa più etereo, più "contemporaneo", più "cool" appunto. Non si capisce ancora bene il motivo dell'esplosione di questo trend, non si sa se è per una influenza incoscia che i designer hanno subìto, dopo aver convissuto per anni con l'ingombrante tavolo nei loro studi, portandoli a riproporlo come esito progettuale senza farci neanche troppo caso. Oppure potrebbe trattarsi di un involontario richiamo ad un altro oggetto luminoso che rappresenta l'interfaccia-icona dell'epoca contemporanea: lo schermo. Lo stesso schermo che nella sua versione televisiva ci ipnotizza e ci addomestica. Forse noi homo videns abbiamo bisogno di trovare la stessa rassicurante e rilassante (anche culturalmente ahimè) luce anche nei pochi momenti della giornata che non trascorriamo davanti ad uno schermo, come gli uomini primitivi che si radunavano stupiti intorno ai fuochi. Non si capisce, voi avete altre ipotesi?.