Negli anni '70 e '80 succedeva che i manifesti dei film americani che arrivavano in Polonia, fossero ritenuti non adatti dai dirigenti del partico comunista. Quelle immagini sfavillanti, fatte di primi piani di celebrità e spruzzate d'aerografo dovevano sembrare davvero troppo occidentali. Gli artisti polacchi erano quindi incaricati di ridisegnarli con uno stile più aderente ai valori socialisti e alla tradizione grafica europea.
Dopo aver fatto una breve ricerca ho capito che Masashi Kawamura non è particolarmente geniale, uno come tanti altri, niente di eccezionale (questo solo a livello professionale, spero che nessuno se la prenda a male), ma ammetto che questo suo lavoro merita una certa attenzione e rimarrà nella mia testa per un po' di tempo.
Un piccolo libretto nero con la stessa banda colorata posta sempre nello stesso spazio di ogni pagina, simmetricamente opposta rispetto alle pagine destra e sinistra. Da sfogliare velocemente, giusto il tempo di vedere un arcobaleno.
I gruppi musicali hanno sempre segnato un certo passo nel mondo della grafica. La comunicazione di una cosa invisibile come la musica, tramite immagini, è sempre una bella sfida. Che io ricordi, non sono un esperto in materia, i radiohead sono sempre stati un pelo più avanti.
Questa volta, e qui c'è un lato progettualmente interessante, i radiohead hanno chiamato un paio di quelle aziende che fanno cose futuribili con il 3D, e hanno tirato fuori un capolavoro di grafica senza fare grafica.
Video pazzeschi, c'è poco da dire. Lui è un ragazzo di San Francisco, Robert Hodgin. Si è appassionato a un programma open source, processing, e ha cominciato una sua piccola avventura solitaria in una porzione di mondo che sta a metà fra la musica, l'arte, la grafica, il progetto, la tecnologia.
Non è molto chiaro il procedimento, da come lo racconta, ma spero di spiegarlo. In pratica lui prende la musica, la smembra e spacchetta in picchi significativi che stanno nella sua testa e da cui ricava una serie di numeri e logiche. Prende dei punti di quelle note, di quel ritmo, di quel tempo, e lo applica a superfici sferiche o simil sferiche, spacchettando la cosa su quella porzione di volume. Prende Mozart, o i Radiohead e li spalma su una palla.