Starck vs Joe Velluto

in Design da Roberto Marone dom 22/07/07
piattoImage  L'utile (dove mettere il bicchiere è alle feste sempre un problema) e l'inutile (la stabilità di un piatto sarà un problema di chi fa circo non feste), l'eleganza del dettaglio (l'incastro del bicchiere disassato è straordinario) e la banalità di un dettaglio (che stravolge e ibarbarisce l'oggetto stesso), la raffinatezza (da signori) e la volgarità (un dito che esce dalla pasta: roba da erasmus). E infine l'attenzione ecologica (di un piatto duraturo) e la visione consumistica da supermercato del monouso.
C'è design e design, non c'è santo.

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Commenti (10)add comment

martacosca said:

...
Analisi impeccabile, concordo e sottoscrivo...
luglio 23, 2007 | url

franco said:

che
Sicuramente il progetto di Starck è migliore (anche se certamente non esaltante), ma intravedo un po' di stizza in questa aggressività nei confronti di Joe Velluto... ce la potresti spiegare?
luglio 23, 2007

Roby said:

...
E' che questa generazione di designer sotto i 40 anni (la maggior parte) è spinta da tutta milano (riviste, musei e quant'altro) come se fossero dei grandi progettisti. In realtà inanellano dei miniprogetti, banalotti e fatti male, al cui confronto non dico Starck, ma persino Wanders sembra un genio.
Quello che innervosisce è che non c'è niente di male a pensare progetti stupidi, ma è molto grave farli passare come il futuro del design Italiano.
luglio 23, 2007 | url

franco said:

... però non facciamo di tutta l'erba un fascio
Mi trovi complessivamente in accordo con la tua analisi, non va però sottovalutato il fatto che spesso questi stupidi progetti sono uno dei pochi modi per farsi conoscere, e di conseguenza per poter poi lavorare più seriamente con grandi aziende. Questo è il persorso che hanno fatto progettisti del calibro di Iacchetti, Ragni, Fioravanti, Ulian e via dicendo, non proprio delle mezze-calzette.
luglio 23, 2007

Roby said:

...
Sono d'accordo con te. Infatti per alcuni di loro penso ci siano delle effettive qualità, ma ancora potenziali.Bravi progettisti in erba per cui riviste eccetera dovrebbero aspettare prima di consacrarli a maestri.
Non penso siano dei pessimi progettisti, ma di solito, questi progetti che, come dici, sono un tentativo un pò zoppo di arrivare a lidi migliori, solitamente rimane per la maggior parte dei designer in sordina. Gli esordi riusciti a metà dei bravi progettisti non vengono da nessuno esaltati come il futuro del progetto, si aspetta il primo colpo messo a segno per consacrarli come grandi.
Quello che di anomalo è successo in Italia è che questi personaggi che si sono mossi, legittimamente, fra errori e approcci immaturi, siano stati sbandierati come esempi da seguire. Al posto di personaggi come Salvetti, o altri, la cui straordinarietà è, inopinabilmente, già leggibile.Questo, francamente, è indegno.
luglio 23, 2007 | url

JoeVelluto said:

king plate
...probabilmente Roby non sa che il King Plate è in PLA (polilattide), un polimero compostabile originato al 100% da risorse rinnovabili come il granoturco, la barbabietola da zucchero o riso. Trovo che unire sostenibilità ad ironia sia un gesto nobile nei confronti del design.
Se disprezzi o trovi indegno che questi designer della nuova generazione vengano così tanto acclamati, ti consiglio di non abbinare più il nome di Starck a quello di JoeVelluto (o qualsiasi altro designer che non apprezzi), perchè facendo così, non fai altro che aumentare la visibilità di JV in rete. E comunque per questo ti ringrazio.

PS: ma chè sei l'alessandro rostagno del design?
luglio 26, 2007 | url

ELMANCO / Stefano Ricci said:

...
Non tutti i progetti di Joe Velluto mi fanno impazzire, ma questo piatto forato, che non conoscevo, è buono!
Anche Stark ha fatto i suoi bravi passi falsi...
luglio 27, 2007 | url

roby said:

...
Non so, a dire il vero, mi sembra che discutere sia comunque un esercizio utile. Persino il giudizio tagliente, la critica severa, o la stroncatura, sono qualcosa che vale la pena di fare, e di ascoltare. Rimane tutto dentro una logica che ha un sapore, se non intelligente, almeno costruttivo. Lo é un po' meno il gesto permaloso e un po'stizzito. E mi dispiace, veramente. Detto questo, penso, per rispondere alla critica, che francamente risolvere la questione dell'ecosostenibilità tramite il gesto un po' ipocrita del materiale biogredabile assomiglia molto alla storia del biocarburante per automobili: prezzi del granturco alle stelle e raddoppio dei morti di fame. Come diceva Enzo Mari, l'unico vero sistema per affrontare il problema ambiente è produrre oggetti durevoli per diminuirne il consumo. Il resto sono chiacchiere.
L'ironia. Be' io non ne vedo molta in questo piatto, voi si? (tra l'altro francamente é diventato il vestito con cui i giovani progettisti nascondono qualsiasi pessimo progetto, non essere ironico vi fa onore).
Per il resto, non so, la storia della visibilità, mi fa piacere per voi. Auguro visibilità a chiunque, come la salute diciamo.

Un saluto (da un poco ironico ma splendido internet point marocchino)

ps. sapere chi sia alessandro rostagno non vi fa onore, credetemi...

agosto 03, 2007

rocco said:

ironia
a proposito di ironia..
In effetti sbandierare l'uso del PLA come scelta ecologica... fa un po' sorridere...
ma.. offendersi per una critica negativa.. un po' meno
dicembre 19, 2007

Renzo said:

c'é designER e designER
La tua analisi trasuda arroganza e inettitudine, ed è ben distante dall'essere costruttiva, come vorresti far credere.

Meno paroloni, più intelligenza, e magari trovati un lavoro a livello della tua cultura...
novembre 05, 2008

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