Richard Wilson, classe 1953, continua la sua ricerca sullo spazio, sull'abitabilità, riconducendo lo spettatore in un gioco onirico, illusionista. Ogni spazio non è più lo stesso, e ogni muro va guardato di lato, e dall'altro lato. Stavolta supera se stesso, a Liverpool, facendo ruotare su un asse a sua volta inclinato uno spicchio di palazzo, tondo, un cerchio che a ogni mandata torna al suo posto, per poi continuare l'inafferrabile paradosso dello sguardo.